Ultimo Aggiornamento : 16-02-2012
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Solo visitando i reparti produttivi della Schoeps si può comprendere a fondo il reale valore dell’oggetto, al di là delle sue straordinarie prestazioni musicali. Nelle fabbrica (ma sarebbe meglio chiamarla “manifattura”) di Karlsruhe il tempo sembra essersi fermato. La passione, la meticolosità e la precisione con cui si lavora, unità alla tranquillità dell’ambiente e alla calma, ricordano da vicino quelle di una manifattura svizzera di orologi piuttosto che una fabbrica di apparecchiature audio professionali. E tutto ciò è come se fosse “trasfuso” nel prodotto finale, lo si percepisce al tatto e contribuisce a rassicurare gli utenti finali circa l’investimento e il valore dell’oggetto che hanno acquistato.

 

Il corpo microfonico della serie Colette viene ottenuto per tornitura da una barra di ottono di 20 mm di diametro che poi sarà rivestita in Nextel (finitura standard) oppure subirà un trattamento di nichelatura; la lavorazione è effettuata da una macchina automatica a controllo numerico di altissima precisione che provvede a tutte le lavorazioni necessarie ed in particolare alla filettatura sulla quale verrà poi avvitata la capsula:

 

La capsula cardioide tipica (MK 4), costituita complessivamente da 18 parti, utilizza un diaframma in mylar da 6 µm distanziato dall’elettrodo di 25 µm. La capacità del condensatore diaframma-capsula è di 37 pF ed è polarizzata da una tensione continua di 60 V, ottenuta da quella Phantom a 48 V mediante un DC-DC converter. Tutte le parti costituenti la capsula sono rifinite e montate a mano, come mostra la foto:

 

Un altro reparto provvede al controllo di qualità dei diaframmi delle capsule mediante microscopio elettronico, prima che vengano montati all’interno della flangia metallica di supporto.

 

Una volta realizzato il microfono, viene misurata la risposta in frequenza in camera anecoica.

 

Tutte le risposte in frequenza dei microfoni sono archiviate per essere facilmente recuperabili su richiesta del cliente. E’ possibile richiedere anche capsule accoppiate, cioè con la medesima risposta in frequenza e sensibilità, pagando un leggero sovrapprezzo.

 

Nei microfoni compatti della serie CCM è stato necessario miniaturizzare ulteriormente la parte elettronica, mantenendo le stesse elevatissime performance dei microfoni serie Colette. Cioè è stato fatto utilizzando componenti elettronici in tecnologia SMD, cioè a montaggio superficiale, in abbinamento a circuiti stampati a doppia faccia, come si vede dallo spaccato seguente:

 

Nei corpi microfonici della serie Colette, sino a qualche anno fa si utilizzavano componenti elettronici a montaggio trough the hole, in seguito sono stati adottati quelli in tecnologia SMD.

 

La circuitazione del corpo microfonico, sia esso Colette che CCM, dove è stata omessa una resistenza – fonte di rumore- sul percorso del segnale, è stata brevettata.